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MENOPAUSA | I sintomi

...ovvero le 7 NANE della menopausa

     La menopausa rappresenta una fase della vita della donna in cui cambiamenti fisiologici si associano ad altri di tipo sociale e psicologici, creando, a volte, una condizione di grande sofferenza. La perdita, ad esempio, di un ruolo attivo e riconosciuto nell’ambiente lavorativo o familiare, può rendere i sintomi della menopausa, come è stato dimostrato, più intensi.

     La menopausa non è “per sè” una patologia, anche se ci sono stati studi scientifici che la descrivono come una vera e propria patologia ormonale. Questo concetto, che si è andato affermando negli ultimi 30 anni, presente nel mondo medico ma anche nei settimanali presenti in edicola, è stata chiamata, dai detrattori, “medicalizzazione della menopausa”. Altri studiosi, infatti, rifiutano questo atteggiamento ritenendo la menopausa un evento fisiologico. mamme dopo 9 anni di menopausa ?!?!Questa diversità di atteggiamenti, a volte un vero e proprio scontro, si è trasferito nella società e sulla “testa delle donne” con conseguente insicurezza su quale atteggiamento tenere, in generale, nei confronti della terapia in menopausa e di quella ormonale, in particolare. Così vediamo medici che considerano i disagi di questo periodo come qualcosa di poco importante anche se capaci di ridurre la qualità di vita, ed altri che consigliano la terapia ormonale come panacea universale, quasi un’aspirina, buona per tutti i disturbi.

     Al di là, comunque, di queste diatribe, è ormai acclarato che la carenza di estrogeni rappresenta un elemento di rischio nello sviluppo di diverse malattie le cui conseguenze più gravi a volte si evidenziano a distanza di molti anni dall’ultima mestruazione.

     E’, però, molto difficile predire, in una specifica donna, dove e in che misura la carenza ormonale provocherà un danno importante con peggioramento della qualità di vita. Tra l’altro le statistiche, per quanto accurate, spesso si prestano a errori a volte grossolani che impediscono di trarre delle conclusioni valide. Se correliamo, ad esempio, la vendita dei frigoriferi negli ultimi 30 anni con il verificarsi del cancro, si potrebbe concludere che questi due fenomeni siano legati in maniera significativa: il che è ovviamente errato. Così alcune statistiche in menopausa si prestano a dei veri e propri errori statistici. Ad esempio, hanno valutato gli effetti degli estrogeni mettendo insieme tipi diversi di ormoni femminili, tratti anche da cavalli....
     Diventa, dunque, essenziale nella decisione di trattare oppure no una donna che sta sperimentando la caduta degli ormoni circolanti non solo la sua situazione attuale, ma anche la presenza dei vari fattori di rischio. Non ha, perciò, molto senso parlare di trattamento si oppure no, terapia ormonale sostitutiva si oppure no. Non è nè corretto nè scientificamente valido dunque preconfezionare una “ricetta” valida per tutte le donne in menopausa. Tanto più che potremmo dire che esistono tante menopause al mondo quante sono le donne oltre 50 anni.
     In quest’ottica la filosofia del trattamento dei disturbi in menopausa potrebbe essere sintetizzato dalla frase “ridurre il numero e i fastidi della menopausa con il minor impegno terapeutico”. Si tratta, come si può vedere, di una affermazione generica, come generici sono i consigli che possiamo dare alle donne in menopausa, dato che il trattamento corretto non può che essere personalizzato.

     Si presuppone che, nello sviluppo dei disturbi e dei processi associati al climaterio, intervengano sostanzialmente cinque fattori: il deficit ormonale, i fattori socio-culturali dell’ambiente che circonda la donna, lo stato di salute precedente, il suo stato psicologico, e la presenza di altri fattori di rischio. Tutti questi fattori interagiscono sia determinando un potenziamento sia frenando la sintomatologia presentata dalle donne in menopausa. Non va, infine, dimenticato che indubbiamente l’uomo è “natura” nel senso di possedere un corpo con profonde influenze di ormoni, mediatori chimici, sostanze che fanno comunicare le diverse parti del corpo, etc. E’, però, anche vero che siamo anche “cultura”, relazione con l’altro, affettività e che cultura e natura interagiscono tra loro. Tutto questo spiega la così ampia variabilità della sintomatologia.
In tutti questi anni in cui ho accompagnato le mie pazienti attraverso le problematiche della menopausa, posso dire di aver visto un ventaglio di casi estremamente ampio: dalla donna che ha vissuto il cambiamento in modo drammatico, a volte con la necessità di fare un percorso personale di tipo psicoterapeutico alla donna che ha vissuto quasi con leggerezza i cambiamenti della menopausa. Ugualmente anche da un punto di vista somatico ho assistito alla stessa variabilità: dalla donna senza alcun sintomo particolare alle donne con sintomatologie complesse, anche gravi, coinvolgenti distretti e organi diversi. Ampio il ventaglio: dalla donna che non ha nessun disturbo a quella che presenta depressione, caduta dei capelli, ai disturbi della sfera sessuale. etc. con mantenimento dei sintomi a distanza di anni dalla ultima mestruazione.

     E’ necessario, dunque, che la valutazione delle condizioni della donna in menopausa sia attuata in una prospettiva il più ampia possibile, capace di tenere in conto tutti gli aspetti che abbiamo precedentemente citato. Al di là, poi, della maggiore o minore sintomatologia uno studio che abbiamo condotto su un campione significativo di donne in menopausa e che è in corso di pubblicazione su una rivista americana ha evidenziato che nelle donne in menopausa si altera anche la percezione del proprio schema corporeo, cioè di come la donna “si vede”. Un aspetto particolare, infine, sulle modalità di insorgenza della menopausa: nelle donne che vanno incontro ad una menopausa chirurgica con asportazione di entrambe le ovaia, la sintomatologia si presenta in maniera molto più intensa.

     Nella tabella successiva abbiamo sintetizzato i principali disturbi in funzione del tempo; anche se vanno fatte alcune precisazioni. In primo luogo, essendo tanti gli elementi coinvolti nel determinismo della sintomatologia, è impossibile citare tutti i disturbi presenti intorno ai 50 anni. In secondo luogo non è detto che un sintomo, proprio perchè avviene intorno a questa età debba essere obbligatoriamente legato alla carenza degli estrogeni, essendo sempre possibile solo una coincidenza temporale. Infine l’avvertenza che la variabilità sarà presente anche nella successione: avremo, così, donne che anche a 70 anni continuano a presentare vampate e sudorazione notturna, sebbene questo sia, in generale, un sintomo precoce.
Nella tabella successiva abbiamo diviso i principali disturbi in menopausa in base alla data di insorgenza:

 

SINTOMI PRECOCI

SINTOMI INTERMEDI

SINTOMI TARDIVI

Vampate

Sudorazione notturna

Cefalea

Palpitazioni

Ansietà / irritazione

Insonnia Affaticamento

Aumento peso corporeo

Secchezza di capelli

Cute + sottile – elastica

Atrofia e secchezza vaginale

Osteoporosi

Aumento P. Arteriosa

Aumento del rischio cardio-vascolare

 

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