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MENOPAUSA | Sintomi tardivi

Osteoporosi: Abbiamo dedicato a questo argomento una sezione speciale per l’importanza che questa condizione fisica ha sulla qualità di vita delle donne in menopausa e a questa rimandiamo per gli approfondimenti.

Aumento della ipertensione arteriosa e delle malattie cardiovascolari (...ovvero la nana Ipertesola non c'è): La nana Ipertesola     Diversi studi hanno negli anni dimostrato che a parità di altre condizioni di rischio e dell’età le donne hanno un’incidenza di malattie cardio-vascolari nettamente inferiore, almeno fino all’arrivo della menopausa.

     Negli anni successivi all’ultima mestruazione tale differenza statistica tende progressivamente a sparire. Questo dato insieme ad altri (ad esempio le donne che vanno incontro ad una menopausa precoce hanno una più elevata percentuale di mortalità per eventi cardio-vascolari) ci confermano l’effetto protettivo degli ormoni femminili. Tale azione protettiva si esplica attraverso diversi meccanismi: azione sulle proteine circolanti nel sangue che trasportano i grassi, effetto vasodilatante sui vasi sanguigni, diminuzione dei fattori dell’infiammazione coinvolti nell’arteriosclerosi, etc

     Dunque negli anni successivi ai 50 le donne presentano progressivamente una sempre maggior incidenza di ipertensione arteriosa e conseguentemente delle malattie cardiovascolari. Affronteremo più avanti, le problematiche degli effetti della TOS sulla patologia cardiovascolare e come le cose siano un po’ più complesse.

Invecchiamento cerebrale (...ovvero la nana Dimenticola): Mi piace, per terminare questa sezione, dire due parole sul problema dell’invecchiamento cerebrale anche se questo non riguarda solo le donne in menopausa. I fenomeni di invecchiamento cerebrale colpiscono, infatti, anche gli uomini dopo i 40 anni.
      Il nostro sistema nervoso è composto, tra le altre, da cellule chiamate neuroni. Sono le cellule che permettono la conoscenza ed il ricordo, determinano il movimento, sono la sede di tutte le emozioni, ci fanno mettere in atto i comportamenti finalizzati alla soddisfazione dei nostri bisogni fisiologici come la fame o quelli psicologici come l’accudimento per un bambino piccolo, etc.

     Il nostro cervello possiede oltre 30 miliardi di queste cellule che, per funzionare, formano delle vere e proprie reti dedicate. Questi neuroni sono connessi tra loro attraverso delle strutture chiamate sinapsi. Se consideriamo che ogni neurone riceve informazioni dLa nana Dimenticolaa altri neuroni e invia informazioni ad altri neuroni ancora attraverso queste strutture possiamo, forse per difetto, pensare al nostro cervello come interconnesso attraverso il bel numero di 100.000.000.000.000 di queste strutture. Tali sinapsi sono la base della nostra “salvezza”, la cosiddetta plasticità del Sistema Nervoso.

     Facciamo qualche esempio: immaginiamo, ora, di avere tre neuroni messi in sequenza A – B – C, in modo tale che l’impulso nervoso, cioè l’informazione, viaggi da A a C. Nel caso della morte di B il flusso informativo da A a C non si interrompe dato che A si metterà in comunicazione con C attraverso una nuova sinapsi. Allo stesso modo se il circuito A-B-C- non viene usato il circuito tenderà inizialmente ad atrofizzarsi e successivamente a interrompersi. D’altra parte, se imparo qualcosa di nuovo, come suonare uno strumento musicale, acquisisco una nuova abilità manuale o studio una nuova lingua, ecco che si creano nuove sinapsi, nuove reti di neuroni che supporteranno le nuove funzioni.

     Con il termine di plasticità neuronale, dunque, si intende proprio la possibilità di questo sistema di rimodellarsi in continuazione al fine di permettere l’acquisizione di sempre nuove capacità. Prima parlavo di “salvezza” dato che questa caratteristica del sistema nervoso permette di utilizzare al meglio i neuroni anche con l’avanzare degli anni. Ho riportato queste informazioni per darvi il motivo della necessità di mantenere una vita attiva, coltivando sempre nuovi interessi, nuove relazioni affettive, nuove amicizie, nuove capacità motorie. Il cervello è dunque come un muscolo: se lo teniamo in esercizio, anzi se lo stimoliamo con sempre nuove attività ci permetterà di avere una vita piena anche da un punto di vista affettivo. Forse avremo un po’ di “ruggine” nelle articolazioni, forse prenderemo una pillolina per la pressione, ma certamente il nostro principale organo, la centrale di comando sarà in forma smagliante.